[Intro]

Sala riunioni.
Sedici sedie bianche.

Sul muro:

"RIGENERAZIONE AREA EX INDUSTRIALE."

Io porto una macchina rossa.

[Verse]

Il progettista parla di valore e attrattività,
"servizi esclusivi, nuova centralità."
Aspetto il mio minuto, poi appoggio la Valentine.
Un uomo alza le sopracciglia: "È parte del design?"
"È parte della domanda," dico, e apro il mio quaderno:
"Chi entra in questo edificio quando il cancello sarà aperto?"
Mostro il vecchio asilo, la biblioteca, i turni, i vecchi discorsi.
Non dico "torniamo indietro." Dico: "Guardiamo il filo che resta."

[Pre-Chorus]

Poi leggo una riga.

Non alzo la voce.

"La fabbrica appartiene
anche alla città."

La stanza cambia.

[Chorus]

Laboratorio aperto, porte sulla città,
nessun badge decide chi può entrare qua.
Laboratorio aperto, tavolo e officina,
la tecnica ritorna dalla parte di chi cammina.
Non un tempio del passato, non proprietà mia:
un posto dove imparare cambia ancora l'energia.

[Verse]

Una professoressa chiede spazio per studenti,
un pensionato offre scatole di vecchi componenti.
Una ragazza dice: "Posso insegnare a programmare."
Un ciclista: "Io riparo batterie, se possiamo lavorare."
Il proprietario ribatte: "Chi sostiene questi costi?"
Finalmente, qualcuno fa la domanda giusta.
Non c'è soluzione semplice, nessun applauso perfetto,
ma qualcuno fotografa il cartello rosso che ho portato.

[Chorus]

Laboratorio aperto, porte sulla città,
nessun badge decide chi può entrare qua.
Laboratorio aperto, tavolo e officina,
la tecnica ritorna da chi la usa e la affina.
Non un tempio del passato, non proprietà mia:
un posto dove il sapere non si chiude andando via.

[Synth Solo]

[Bridge]

Il voto non è unanime.
Meglio così.
Una città non è unanime,
un laboratorio neppure.
Ma nel verbale entra una frase
che ieri non esisteva:
"Spazio civico permanente
per formazione, riparazione
e cultura tecnologica."

[Build-up]

Enrico sulla fotografia.
Nadia nella chiamata.
Il rider sotto il portone.
Lucia davanti alla scheda.

La Valentine sul tavolo.
Il vecchio computer acceso.

Una fabbrica non torna.

Ma una domanda
può cambiare indirizzo.

[Final Chorus]

Laboratorio aperto, porte sulla città,
oggi il vecchio cancello un'altra funzione avrà.
Laboratorio aperto, banco e officina,
la tecnica ritorna dalla parte di chi cammina.
Non promette paradisi, non cancella ciò che fu:
mette strumenti sopra il tavolo e domanda: "Che fai tu?"

Laboratorio aperto, nessun passato da imitare,
solo memoria sufficiente per ricominciare.

[Outro]

La batteria rallenta.

Rhodes e chitarra tengono
le quattro note.

Il cartello della Valentine
resta sul tavolo:

LABORATORIO APERTO.

Questa volta
nessuno lo porta via.
